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Chieti

La provincia di Chieti e la città di Chieti

Il miglior modo per iniziare ad esplorare la città di Chieti è passeggiare lungo Corso Marrucino, via elegante, piena di storia e tradizioni. Su questa via possiamo visitare la Chiesa di San Francesco della Scarpa, il teatro Marrucino ed il palazzo Martinetti Bianchi.

La Chiesa di San Francesco della Scarpa, originaria del XIII secolo, conserva ancora oggi il rosone di travertino e qualche archetto sulla facciata. Il resto è stato interamente ristrutturato nel XVII secolo.

Il teatro Marrucino è stato costruito nel 1813 e successivamente chiuso dopo la seconda guerra mondiale. Agli inizi degli anni settanta fu riaperto al pubblico dopo essere stato adeguatamente restaurato.

Sulla sinistra del teatro troviamo il palazzo Martinetti Bianchi, all'interno del quale c'è la pinacoteca intitolata a Costantino Barbarella. Qui vengono conservate opere antiche e moderne di grande valore come le antiche tavole e le moderne tele del novecento.

Il Duomo di San Giustino si trova in Piazza Vittorio Emanuele II. Inizialmente questa Chiesa era dedicata a San Tommaso ma, dopo la devastazione di Pipino, fu restaurata e successivamente avvenne la consacrazione di San Giustino.
Nel corso degli anni questa chiesa ha subito molte modifiche e ristrutturazioni fino a diventare quello che è oggi.

La Chiesa di Santa Maria a Tricalle si trova fuori dalla città, è stata costruita nel 1317 e venne in parte rifatta nel Quattrocento. A pianta ottagonale è circondata da un porticato. Alla fine del 1800 è stata dichiarata monumento nazionale.

La Villa comunale ha un grande giardino di tigli, cedri e magnolie ed al suo interno hanno sede l'ospedale militare ed il museo nazionale di antichità.

Il Palazzo del Governo, nato sulle rovine della Chiesa di San Domenico, custodisce opere di Basilio Cascella e di Francesco Paolo Michetti.

Il Museo Nazionale di Antichità è uno dei più importanti in Abruzzo e raccoglie reperti provenienti da scavi effettuati in tutto l'Abruzzo. L'opera più importante è il Guerriero di Capestrano che è il simbolo del Museo.